sabato 20 novembre 2010

Un sogno svanito o una presa di coscienza.

Quando si inizia a giocare a poker è facile farsi prendere dall'entusiasmo. Ci si immagina seduti al tavolo finale delle WSOP, a giocare qualche milione di dollari contro i migliori professionisti del modo, stracciandoli uno dopo l'altro, poi, lentamente, ci si accorge che i peggiori giocatori del mondo ci sbattono fuori regolarmente dai Sit & Go grazie ad una serie di mani fortunate.
Forse ci sopravvalutiamo troppo, o forse non siamo in grado di gestire la pressione, in ogni caso ci troviamo, dopo un po', ad imprecare contro lo schermo del computer, non riuscendo a rimanere seduto ad un tavolo per più di 5 minuti, giocando il nostro peggior poker e dando la colpa all'incredibile sfortuna.
A questo punto ci sono due possibilità: smettere o cercare di capire le cause del momento difficile nel tentativo di adottare le adeguate contromisure.
Ho scelta la seconda ipotesi, quindi, sicuro delle mie capacità, ho deciso che dovevo avere maggiore pazienza, che dovevo giocare solamente quando mi trovavo nelle migliori condizioni psicofisiche. Non ci sono altre possibilità, per riuscire in questo gioco, o quantomeno per non essere uno dei peggiori giocatori del mondo, occorre darsi delle regole ed imparare a seguirle senza eccezioni.
Questo gioco è stupendo, richiede concentrazione, preparazione, improvvisazione e capacità di analisi della personalità dei nostri avversari.
Ho veramente voglia di giocare, ma soprattutto di vincere, quindi da oggi comincerò ad utilizzare questo spazio come blocco notes per scrivere tutto quello che mi può essere utile per migliorare il mio gioco.

Nessun commento:

Posta un commento